A fianco del
Duomo di Modena, capolavoro assoluto del Romanico Padano, in via Lan Franco, di fronte all’ingresso laterale della Domus Clari Geminiani, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo successivo fu istituito il
Museo Lapidario, destinato ad accogliere i rilievi, le sculture e i materiali recuperati nella campagna di restauro che interessò la Cattedrale e l’area circostante della piazza Grande.
In seguito confluirono nel museo anche frammenti e brani delle decorazioni esterne, che si preferì sottrarre al rischio del degrado ambientale. L’immediata contiguità spaziale rende la visita al Lapidario complemento necessario a quella del tempio, un’esperienza ancor più significativa: i reperti ritrovano infatti, con incredibile naturalezza, la loro collocazione originaria, tornando a integrarsi al capolavoro dell’arte romanica eretto da Lanfranco a partire dal 1099, come alle straordinarie raffigurazioni scolpite sulla sua superficie di Wiligelmo.
Ad attestare della continuità tra l’antica Mutina e il luogo sacro cresciuto sulle spoglie del vescovo Geminiano, vissuto nel VI secolo, sono i resti romani disposti sulle pareti della prima sala, nella sezione dedicata al tema del reimpiego delle preesistenze marmoree nel cantiere del
Duomo. Di fronte alle lastre altomedievali con motivi di croci, rosette e nastri di tipico gusto longobardo, è collocata la grande arca del Santo, che ne racchiudeva il sarcofago, trasformata in altare e poi rimossa, nella seconda metà del XIX secolo.
filmato flash
Ripagrande Hotel - via Ripagrande, 21 44100 - Ferrara (Italy)
"Questo sito contiene immagini provenienti dal free web, per le quali si rimane a disposizione degli eventuali detentori dei diritti per le specificazioni che saranno ritenute necessarie o per l'eliminazione diretta delle immagini stesse, se questa dovesse essere la volontà espressa dai legittimi proprietari."