LE DATE SALIENTI DELLA STORIA
DELLA CITTÀ DI FERRARA
1385 d. C.
Le condizioni ambientali tragiche costringono i
ferraresi a subire feroci restrizioni a fronte
di un inasprirsi delle imposte. Niccolò II fa
credere che il responsabile sia Tommaso da
Tortona Giudice dei Savi. Il popolo, con grande
furore, lo lincia. Questo fatto fa decidere a
Niccolò II ad erigere un luogo di difesa per la
propria famiglia in caso di sommosse, il
Castello, di cui edificherà la prima torre,
quella “dei Leoni”. Bartolino da Novara ne sarà
l’architetto. 1386 d. C.
Niccolò II avvia la prima grande Addizione della
città, cioè il suo primo ampliamento progettato.
L’Addizione avrà il suo baricentro nella chiesa
di San Francesco. Sarà Pietrobono Brasavola,
insieme a Pietro Benvenuto degli Ordini, a
sovrintendere a questa grande operazione urbana. 1388 d. C.
Muore Niccolò II e sale al potere Alberto V. 1391 d. C.
Alberto V d’Este, con grande intuito politico,
si muove come pellegrino verso Roma, dove viene
ricevuto da Bonifacio IX. Ottiene una bolla che
stabilisce la fondazione dell’Università con le
stesse prerogative di quelle di Bologna e Parigi
e viene autorizzato a succedergli il figlio
naturale Niccolò. Vengono anche cancellati
debiti accumulati dai suoi predecessori nei
confronti della Santa Sede. Ritornerà a Ferrara
con le insegne della massima onorificenza
pontificia: la Rosa d’Oro. È rappresentato su di
un altorilievo, in una nicchia della facciata
della Cattedrale (sulla destra), in veste di
pellegrino. Si dedicherà alla costruzione di
Palazzo Paradiso e della delizia di Schifanoia. 1393 a. C.
Niccolò III ha 10 anni quando succede ad
Alberto, che muore due anni dopo il suo
pellegrinaggio a Roma. A 14 anni sposa Gigliola,
figlia dei signori di Padova.